
Chi ha comprato casa nel 2007 lo sa bene: il timing conta più di quanto si pensi. Quel trilocale pagato 280.000 euro a Milano valeva 200.000 euro cinque anni dopo. Oggi i prezzi salgono di nuovo, e la domanda è sempre la stessa: siamo vicini a un picco o c’è ancora margine? Per rispondere serve guardare i numeri, non le opinioni. I dati RealAdvisor di febbraio 2026 mostrano appartamenti a +5,7% in 12 mesi. Ma cosa significa rispetto ai cicli precedenti?
I numeri chiave del mercato 2026 in 30 secondi
- Prezzo medio nazionale: 1.481 €/mq
- Variazione 12 mesi: +5,7% (appartamenti) / +6,5% (case)
- Milano resta la più cara: 3.232 €/mq
- Siamo in fase di crescita moderata post-pandemia
Cosa sono i cicli immobiliari e perché contano per le vostre decisioni
Un ciclo immobiliare dura mediamente tra 8 e 15 anni. Non è una legge fisica, ma un pattern che si ripete con variazioni. Quattro fasi: espansione, picco, contrazione, ripresa. Il problema? Quando siete dentro un ciclo, è difficile capire a che punto vi trovate.
8-15 anni
Durata media di un ciclo immobiliare completo in Italia
L’errore più frequente che riscontro nelle valutazioni? Guardare solo l’ultimo anno. Se i prezzi salgono del 5%, sembra un buon momento per vendere. Ma se quell’aumento segue dieci anni di stagnazione, il quadro cambia. Secondo il rapporto OMI 2025, nel 2024 sono state compravendute 719.578 abitazioni, con un incremento dell’1,3% rispetto al 2023. Un segnale positivo, ma da contestualizzare.

I cicli italiani hanno caratteristiche proprie. L’analisi Nomisma novembre 2025 indica che il 2025 dovrebbe chiudersi con un incremento delle compravendite del +5,5% rispetto al 2024. La ripresa è iniziata nell’ultimo trimestre 2024, dopo anni di volumi sotto la media storica.
Dove siamo oggi: i prezzi 2026 in numeri
Partiamo dai dati concreti. Il prezzo medio nazionale a febbraio 2026 è di 1.481 €/mq. Gli appartamenti registrano un prezzo mediano di 1.574 €/mq, le case di 1.457 €/mq. Ma la media nazionale nasconde differenze enormi.
Milano guida la classifica con 3.232 €/mq per gli appartamenti. Roma segue a 2.255 €/mq. Il divario con il Sud è marcato: a Catania si scende a 1.000 €/mq, a Caserta a 1.010 €/mq. Chi cerca tattiche di negoziazione per venditori deve considerare questo contesto geografico prima di fissare aspettative.
| Provincia | Appartamenti €/mq | Case €/mq | Popolazione |
|---|---|---|---|
| Milano | 3.232 € | 2.571 € | 3.214.630 |
| Roma | 2.255 € | 1.907 € | 4.216.874 |
| Torino | 1.456 € | 1.207 € | 2.208.370 |
| Palermo | 1.127 € | 1.188 € | 1.195.789 |
| Catania | 1.000 € | 1.134 € | 1.077.515 |
Da ricordare: L’evoluzione su 12 mesi mostra +5,7% per gli appartamenti e +6,5% per le case. Su 4 anni, gli appartamenti segnano +10,8%. Questi numeri indicano una fase espansiva, ma moderata rispetto ai boom passati.
Soyons clairs: questi prezzi raccontano solo una parte della storia. Un +10,8% in quattro anni sembra interessante. Ma se l’inflazione nello stesso periodo ha eroso il 15% del potere d’acquisto, il guadagno reale si riduce drasticamente.
Dal 2008 a oggi: tre cicli a confronto

Confrontare i cicli richiede cautela. Il 2008 non è il 2026: contesto economico diverso, tassi diversi, demografia diversa. Usare il 2008 come unico benchmark può portare a conclusioni sbagliate.
Il crollo 2008-2012: lezioni da non dimenticare
L’analisi storica con dati Nomisma è impietosa: dopo il picco del 2007-2008, quando i prezzi medi superavano i 3.000 €/mq, i valori reali sono scesi del 50% al netto dell’inflazione. Sì, avete letto bene. Cinquanta percento.
Il 2012 fu l’anno peggiore. Secondo i dati storici Tecnocasa, i prezzi crollarono del 10,2% in un solo anno, con volumi di compravendita in caduta del 25,8%. L’Italia è tra i pochi Paesi europei che non hanno ancora recuperato i livelli pre-crisi.
Attenzione al confronto 2008: Chi paragona meccanicamente oggi al 2008 ignora differenze fondamentali. I mutui subprime non esistono più, la regolamentazione bancaria è cambiata, i tassi BCE seguono logiche diverse. Il rischio? Aspettare un crollo che potrebbe non arrivare, o sottovalutare segnali diversi da quelli del passato.
La lenta ripresa 2013-2019: segnali ignorati
Dal 2014 i volumi hanno ripreso a crescere, ma i prezzi sono rimasti piatti fino al 2019. Chi aspettava il “rimbalzo veloce” si è sbagliato. Il recupero italiano è stato il più lento d’Europa.
Nella mia attività di analisi nel Nord Italia, ho visto proprietari vendere nel 2015-2016 convinti che “il mercato si era ripreso”. In realtà stavano vendendo ancora sotto i prezzi del 2010. Questa osservazione è limitata al mio bacino di utenza, ma il pattern si ritrova nei dati nazionali.
2020-2026: pandemia, rimbalzo e nuova fase
Il 2020 ha visto una contrazione del 7,7% nei volumi, seguita da un rimbalzo forte nel 2021-2022. I dati mostrano appartamenti a +10,8% in quattro anni. Ma attenzione: l’inflazione cumulata 2020-2024 ha eroso parte di questo guadagno nominale.
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Boom: prezzi oltre 3.000 €/mq al picco -
Crollo: -50% in termini reali, 2012 anno nero -
Stagnazione: volumi in ripresa, prezzi fermi -
Rimbalzo: +10,8% appartamenti in 4 anni
Caso concreto: quando i numeri ingannano
Ho seguito la valutazione di Marco, 58 anni, dirigente in pensione anticipata. Aveva acquistato un appartamento a Milano nel 2006 per 320.000 €. Il valore attuale? 380.000 €. Un guadagno del 19% nominale in 18 anni. Quando gli ho mostrato il calcolo corretto per l’inflazione, è rimasto incredulo: in termini reali era quasi in pari. Il ciclo 2006-2012 aveva bruciato guadagni che sembravano certi. Questa esperienza mi ha confermato quanto sia importante distinguere sempre prezzi nominali da prezzi reali.
Come RealAdvisor traccia l’evoluzione dei prezzi in tempo reale
Capire a che punto del ciclo ci troviamo richiede dati aggiornati. Il problema? La maggior parte delle fonti pubblica report con mesi di ritardo. Un rapporto OMI rilasciato a maggio 2025 contiene dati del 2024. Per chi deve decidere oggi, serve altro.
RealAdvisor utilizza intelligenza artificiale per aggregare e analizzare dati di compravendita in tempo reale. Le stime si basano su transazioni effettive, non su listini. La piattaforma traccia l’evoluzione su orizzonti multipli: 3 mesi, 6 mesi, 1 anno, 4 anni. Questo permette di visualizzare le tendenze di ciclo con granularità impossibile altrove.
Consiglio pratico: Quando valutate un immobile, non fermatevi al prezzo attuale. Controllate la variazione su 12 mesi e su 4 anni. Se entrambe sono positive ma quella a 4 anni è inferiore, potreste essere in una fase di accelerazione recente. Se quella a 12 mesi rallenta, il ciclo potrebbe essere vicino a un punto di svolta.
I dati RealAdvisor di febbraio 2026 coprono 20 province italiane, con breakdown per tipologia (appartamenti e case) e variazioni su periodi multipli. La valutazione è gratuita e richiede 3 minuti. Per chi deve decidere se vendere o comprare, significa avere accesso a informazioni altrimenti disperse in decine di report diversi.
Le vostre domande sui cicli immobiliari
Siamo in una bolla immobiliare nel 2026?
I dati non supportano questa ipotesi. Una bolla richiede prezzi disconnessi dai fondamentali, credito facile e speculazione diffusa. Nel 2026 i prezzi crescono moderatamente (+5,7% appartamenti), i tassi restano significativi e i volumi sotto i picchi storici. Il contesto è diverso dal 2007.
Quando scenderanno i prezzi delle case?
Nessuno può prevederlo con certezza. I cicli passati mostrano che le inversioni arrivano dopo fasi di euforia, con volumi elevati e credito abbondante. Oggi i segnali indicano crescita moderata, non euforia. Le correzioni possono essere locali prima che nazionali: monitorate la vostra zona specifica.
Conviene comprare ora o aspettare?
Dipende dalla vostra situazione personale, non dal ciclo. Se avete un orizzonte di 10+ anni, l’impatto del timing si riduce. Se dovete rivendere tra 3 anni, il rischio aumenta. In ogni caso, non basate la decisione sulle previsioni: usate i dati per capire dove siete, non dove sarete.
Perché Milano sale e altre città no?
Milano attrae investimenti, talenti e aziende. La domanda supera l’offerta, soprattutto nelle zone centrali. Altre città hanno dinamiche demografiche diverse: Torino perde abitanti, il Sud soffre emigrazione. I cicli nazionali nascondono realtà locali molto diverse.
Come si riconosce un cambio di ciclo?
Alcuni segnali anticipatori: aumento dei tempi di vendita (oggi 4,7 mesi in media), calo delle richieste di mutuo, aumento dello spread tra prezzo richiesto e prezzo finale. Nessun indicatore è infallibile, ma la combinazione di più segnali può suggerire un’inversione.
La prossima mossa per la vostra decisione
I dati raccontano una storia chiara: siamo in una fase di crescita moderata, lontana sia dai picchi del 2007 sia dai crolli del 2012. Il mercato sale, ma senza euforia.
Tre verifiche prima di decidere
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Controllate la variazione prezzi della vostra provincia su 12 mesi e 4 anni
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Confrontate il prezzo richiesto con il prezzo mediano della zona
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Valutate il vostro orizzonte temporale: sotto i 5 anni, il rischio ciclo pesa di più
La domanda che dovreste porvi non è “quando scenderanno i prezzi”, ma “qual è il mio obiettivo e quanto tempo ho”. Con questa prospettiva, i cicli diventano contesto, non ossessione.
Precisazioni sui dati di mercato
Le analisi storiche non garantiscono performance future del mercato. I prezzi medi nascondono variazioni significative tra zone e tipologie. Ogni decisione immobiliare comporta rischi specifici, tra cui il timing errato (acquistare credendo in un ciclo ascendente che si inverte) e la generalizzazione (applicare trend nazionali a mercati locali con dinamiche diverse). Prima di procedere, consultate un consulente immobiliare qualificato o un valutatore certificato per una valutazione specifica della vostra situazione.